Si ipotizza che le opere e gli antichi archivi furono ”rubati” da una compagnia di frati tra l’anno 1638 e il 1662 in cambio di oli e spezie. I documenti più antichi conservati nell’archivio risalgono all’anno 1500; si tratta di un manoscritto che elenca tutti i battesimi nel paese. È interessante sfogliare queste pagine per ricercare i cognomi più antichi del paese, ed è facile ritrovare una analogia tra questi e la denominazioni delle principali frazioni di San Michele. Altro punto interessante è la scrittura in un italiano già molto simile al nostro, che poi nelle archiviazioni dei secoli successivi ritornerà in latino. Vi sono poi altri scritti di equivalente interesse: registro dei matrimoni, registro delle morti e una serie di relazioni, o meglio questionari, che ci raccontano le evoluzioni della Chiesa e della Parrocchia nel corso degli anni. Nel registro delle morti siamo andati a fare una ricerca negli anni in cui a San Michele vi era una epidemia di peste e nei quali iniziò la devozione a Santa Filomena, si parla dell’agosto dell’anno 1855, esattamente un secolo e un anno prima dell’arrivo del nostro attuale parroco Don Emilio Rigolli nella nostra parrocchia. Nell’ Agosto di quell’anno si ebbe la massima concentrazione di morti, circa 40, per poi diminuire a Settembre con la fine dell’epidemia e un bilancio complessivo di circa 45 morti. Primo caso documentato è “Faimali Antonio di villa Rigolli” e la massima concentrazione di decessi si ebbe nella frazione dei “Chiavarini”. Parroco in quegli anni era Don Giulio Ralli. La devozione a Santa Filomena inizia in quei giorni e precisamente l’11 Agosto, data in cui ancora oggi si celebra il ricordo; i capi famiglia si ritrovarono e decisero di fare un voto alla Santa che aveva ricorrenza in quel giorno, protettrice dall’epidemia, perchè li liberasse dal colera e decisero di costruire una cappella in suo onore. Dai questionari abbiamo raccolto importanti informazioni riguardo il popolamento del paese:
-Anno 1868- 854 parrocchiani, 163 emigrati all’estero, 3 maniaci e pazzi, 2 rincretiniti.
-Anno 1908- 612 parrocchiani
-Anno 1930- 695 parrocchiani, 90 membri della confraternita, di cui 42 uomini e 48 donne.
Importante la ricostruzione delle informazioni riguardo la nostra chiesa consacrata nel Maggio del 1908 da Monsignor Pellizzari di San Michele: sotto le attuali pareti sono stati ritrovati i resti di un antico oratorio probabilmente sepolto da una frana, e una cripta ora cementata sotto l’attuale altare dove sono conservati i corpi di tre sacerdoti. La torre del campanile risale allo stesso periodo, 1205/1207 dalle ricerche dello storico Nasalli Rocca (ritroviamo inoltre incisa la data 1213 su una pietra del campanile), con una altezza iniziale di 11 metri e una sola campana poi alzata a 25mt nel 1902 “con la spesa di 2.200£”. La chiesa non ha opere d’arte. Ci sono 5 altari, uno centrale dedicato a San Michele e 4 laterali: il primo dedicato alla Madonna delle grazie il secondo dedicato a San Fabiano e Sebastiano con la statua di Santa Apollonia il terzo dedicato a San Rocco…del quarto non si conosce la dedica; vi sono, sopra, la statua dell’Addolorata e sotto la statua di Gesù morto. Le statue non sono più le originali ma sono state sostituite negli anni. Anticamente la chiesa era in località Rigolli dove si ricorda il passaggio di un vescovo negli anni di Napoleone. Vi erano poi molti oratori sparsi nella parrocchia:
-Oratorio di Sant’ Ilario (dedicato a Sant’ Ilario da Puatier) in località Malvisi, ora non esiste più.
-Oratorio di San Fabiano e Sebastiano in località Solesso dove si ricorda di un possedimento della chiesa, ora non esiste più.
-Oratorio dei Chignoli costruito dalla famiglia Schiavi dopo la guerra del1913-1918 come ringraziamento per il ritorno dal fronte dei tre figli.
Anche il cimitero anticamente era in alte località; si ricorda un cimitero vicino alla Chiesa dei Rigolli, uno vicino alla cappella di Sant’ Ilario e uno nel campo sotto l’attuale cimitero costruito da Don Periti nel 1909.